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Amministrazione

Amministrazione

Avvocato esperto in Diritto di famiglia ancona
Diritto di Famiglia

Avvocato Diritto di Famiglia Ancona

by Amministrazione Giugno 15, 2022
written by Amministrazione

IL GIUDICE TUTELARE

Chi è il giudice tutelare?

Il giudice tutelare è l’organo giudiziario che esercita la volontaria giurisdizione. E’ un giudice del Tribunale al quale vengono affidate le controversie che hanno ad oggetto questioni relative all’integrazione della capacità di persone incapaci o alla nomina di un amministratore di sostegno per tutti coloro che, per l’età o le condizioni fisiche, non sono in grado da soli a tutelare i propri interessi o all’omologazione di atti societari per le attività commerciali o alla separazione consensuale.

Chi tutela tale giudice?

Tale giudice, definito proprio “tutelare”, è chiamato a salvaguarda i soggetti deboli, quali i minorenni e gli incapaci. Ecco perché la sua funzione è essenziale: adotta i provvedimenti nell’esclusivo interesse del soggetto.

Cosa fa il giudice tutelare?

Il giudice tutelare ha diversi compiti, tra cui: 1) autorizza i genitori a compiere atti di straordinaria amministrazione relativi al patrimonio di figli minori; 2) nomina un curatore speciale ai figli minori, in caso di conflitto; 3) adotta i provvedimenti urgenti in favore del minore o dell’interdetto, oltre a nominare il tutore e il protutore; 4) autorizza l’interruzione volontaria della gravidanza di persona minorenne; 5) emette il decreto di esecutività del provvedimento di affidamento familiare di minore, disposto dal servizio sociale; 6) vigila per riconoscere se la causa dell’interdizione o dell’inabilitazione continui. Se ritiene che sia venuta meno, deve informare il pubblico ministero; 7) autorizza il rilascio del documento valido per l’espatrio al minore che non ha l’assenso dei genitori o di chi esercita la potestà; 8) convalida il provvedimento di trattamento sanitario obbligatorio adottato dal sindaco.

Ai sensi dell’articolo 337 del codice civile, il giudice tutelare su cosa esercita un potere di vigilanza?

Ai sensi dell’articolo 337 del codice civile, il giudice tutelare deve vigilare sull’osservanza delle condizioni stabilite per l’esercizio della responsabilità genitoriale e per l’amministrazione dei beni.

Cos’è la responsabilità genitoriale?

La responsabilità genitoriale è l’insieme dei diritti e dei doveri, individuati dalla legge, che ciascun genitore ha nei confronti dei figli. In particolari ipotesi la responsabilità genitoriale è esercitata da un solo genitore.

La responsabilità genitoriale ha sostituito la vecchia “potestà genitoriale”?

Sì, esattamente.

 

Cosa accade se un genitore pone in essere una condotta pregiudizievole ai figli?

Ai sensi dell’articolo 333 del codice civile, nel caso in cui un genitore pone in essere una condotta pregiudizievole ai figli, il giudice può adottare i provvedimenti più adatti e convenienti per i figli e può disporre l’allontanamento degli stessi dalla residenza familiare oppure può disporre l’allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore.

I provvedimenti di cui sopra possono essere revocati?

Sì, i provvedimenti di cui sopra possono essere revocati in qualsiasi momento.

Cosa accade quando il patrimonio del minore è male amministrato?

Ai sensi dell’articolo 334 del codice civile, qualora il patrimonio del minore fosse male amministrato, il tribunale può stabilire a quali condizioni i genitori possono continuare ad amministrarlo oppure può rimuovere entrambi i genitori o uno solo di essi dall’amministrazione stessa e privarli, in tutto o in parte, dell’usufrutto legale.

Chi si occuperà dell’amministrazione del patrimonio del minore, qualora venissero rimossi entrambi i genitori?

Qualora venissero rimossi entrambi i genitori, dell’amministrazione del patrimonio del minore si occuperà un curatore.

Che funzioni ha il giudice tutelare?

Il giudice tutelare ha funzioni attive e di controllo. Egli “soprintende alle tutele e alle curatele”. Per l’esercizio delle sue funzioni può, tuttavia, avvalersi dell’assistenza degli organi della pubblica amministrazione e di tutti gli enti i cui scopi sono corrispondenti a tali funzioni.

Cosa si intende per “denunzie al giudice tutelare”?

Per “denunzie al giudice tutelare” si intende il diritto del giudice tutelare di essere informato sul fatto che ha dato luogo all’apertura della tutela da chi vi è tenuto. Nello specifico, a norma dell’articolo 345 del codice civile, il giudice tutelare, entro dieci giorni, deve essere informato: 1) dall’ufficiale dello stato civile circa la dichiarazione di morte di una persona la quale ha lasciato figli minorenni oppure circa la dichiarazione di nascita di un figlio di genitori ignoti; 2) dal notai che procede alla pubblicazione di un testamento in cui è contenuta la designazione di un tutore o di un protutore; 3) dai parenti entro il terzo grado; 4) da chi è stato designato come tutore o protutore.

Cos’è il registro delle tutele?

Il registro delle tutele, istituito presso ogni giudice tutelare, è il registro nel quale sono iscritti tutti gli atti e provvedimenti riguardanti le tutele. Nello specifico, il cancelliere vi riporta: l’apertura e la chiusura della tutela, la nomina, l’esonero e la rimozione del tutore e del protutore, le risultanze degli inventari e dei rendiconti e di tutti i provvedimenti che portano modificazioni nello stato personale o patrimonio del minore.

L’istituto di pubblica assistenza può esercitare i poteri tutelari sul minore ricoverato o assistito?

Sì, l’istituto di pubblica assistenza può esercitare i poteri sul minore ricoverato o assistito. Ai sensi dell’articolo 402 del codice civile può farlo fino a quando non venga nominato un tutore e nei casi in cui l’esercizio della responsabilità genitoriale o della tutela sia impedito. Il giudice tutelare, tuttavia, ha la facoltà di deferire la tutela all’istituto di assistenza o all’ospizio oppure può nominare un tutore ai sensi dell’articolo 354 del codice civile.

In cosa consiste l’autorizzazione all’interruzione volontaria della gravidanza di persona minorenne?

Il giudice tutelare può autorizzare l’interruzione volontaria della gravidanza di persona minorenne, nei primi novanta giorni, quando manca l’assenso dei genitori o dell’unico genitore che esercita la responsabilità genitoriale oppure quando manca l’assenso del tutore.

Come si ricorre al giudice tutelare in questa ipotesi?

Prima di ricorrere al giudice tutelare, la minore deve rivolgersi ad un consultorio pubblico o ad una struttura socio-sanitaria abilitata dalla regione o ad un medico di base. Tali soggetti, entro sette giorni, redigono e inviano una relazione al giudice tutelare, territorialmente competente, il quale provvede a sentire la minore. Entro cinque giorni, il giudice tutelare decide. Si ricorre al giudice tutelare anche nel caso in cui si tratta di minore incinta interdetta per infermità di mente.

Giugno 15, 2022 0 comment
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Diritto Societario
Diritto Commerciale e Societario

Avvocato Diritto Societario Ascoli Piceno

by Amministrazione Maggio 26, 2022
written by Amministrazione

Cos’è la società?

La società è un’organizzazione sia di persone che di mezzi, finalizzata all’esercizio e al finanziamento dell’impresa collettiva o individuale. In altri termini, gli individui si associano tra loro allo scopo di perseguire gli stessi interessi e le stesse finalità.

La società va distinta dalla persona dei soci?

Sì, la società va distinta dalla persona dei soci.

Come si costituisce una società?

Una società si costituisce mediante la stipulazione di un contratto (il c.d. contratto di società). Tuttavia, la società può essere costituita anche attraverso atto unilaterale.

Cos’è il “contratto di società”?

A norma dell’articolo 2247 del codice civile, il “contratto di società” è il contratto con cui due o più persone conferiscono beni o servizi al fine di esercitare insieme un’attività economica, per poi dividerne gli utili.

Cosa sono i conferimenti?

I conferimenti sono i contributi dei soci, destinati in modo stabile all’esercizio in comune dell’attività economica.

In cosa possono consistere i conferimenti?

I conferimenti possono consistere in una qualsiasi entità, utile per lo svolgimento dell’attività, che può essere oggetto di valutazione economica.

Quanti tipi di società esistono nel nostro ordinamento? Quali sono?

Nel nostro ordinamento esistono sei tipi di società. Esse sono: 1) società semplice; 2) società in accomandita semplice; 3) società in nome collettivo; 5) società a responsabilità limita; 5) società per azioni; 6) società in accomandita per azioni.

I tipi di società come vengono distinte?

I tipi di società si distinguono, inoltre, in: 1) società di persone (la società semplice, la società in accomandita semplice, la società in nome collettivo); 2) società di capitali (la società a responsabilità limitata, la società per azione, la società in accomandita per azioni).

Quali sono le caratteristiche delle società di persone?

Le società di persone si caratterizzano per il forte legame con i soci poiché sono questi ultimi che si fanno garanti delle obbligazioni assunte dalla società, coinvolgendo anche il loro patrimonio privato.

Qual è l’elemento prevalente nelle società di persone?

L’elemento prevalente nelle società di persone è quello soggettivo.

Le società di persone sono dotate di personalità giuridica?

No, date le caratteristiche, le società di persone non sono dotate di personalità giuridica e non sono distinte formalmente dai soggetti che le compongono.

Alle società di persone è riconosciuta autonomia patrimoniale?

Sì, alle società di persone è riconosciuta autonomia patrimoniale. Trattasi di un’autonomia patrimoniale imperfetta.

Il creditore personale di un socio può rivalersi direttamente sul patrimonio della società?

No, il creditore personale di un socio non può rivalersi direttamente sul patrimonio della società.

Il creditore personale di un socio può ottenere la liquidazione della sola quota del socio debitore?

Sì, il creditore personale di un socio può ottenere la liquidazione della sola quota del socio debitore.

I creditori della società possono rivalersi sul patrimonio personale dei singoli soci?

Sì, i creditori della società possono rivalersi sul patrimonio personale dei singoli soci, ma solo nel caso in cui il patrimonio della società si riveli infruttuoso.

Nelle società di persone a chi spetta l’amministrazione della stessa?

Nelle società di persone, l’amministrazione spetta direttamente ai soci.

E’ necessaria una pluralità di organi nella composizione interna della società di persone?

No, non è necessaria una pluralità di organi nella composizione della società di persone.

Quali sono le caratteristiche delle società di capitali?

Le società di capitali si caratterizzano per il fatto che il capitale è prevalente rispetto all’elemento soggettivo.

Nelle società di capitali, i soci come rispondono delle obbligazioni assunte dalla società?

Nelle società di capitali, i soci rispondono delle obbligazioni assunte dalla società limitatamente al capitale conferito nella stessa.

 

Come è rappresentato il capitale?

Il capitale è rappresentato da azioni o quote, a seconda del tipo societario.

Cosa sono le “azioni” di una società?

Le “azioni” sono le singole parti unitarie in cui è diviso il capitale delle società per azioni. Possono essere quotate o non quotate. Le prime, a differenza delle seconde, possono essere facilmente acquistate o vendute ad un prezzo di mercato. Le seconde possono presentare problemi al momento della vendita.

Il patrimonio personale dei soci di una società di capitali può essere aggredito dai creditori della società?

No, il patrimonio personale dei soci di una società di capitali non potrà mai essere aggredito dai creditori della società. Tuttavia, è fatto salvo il caso di fideiussione personale del socio e il caso relativo ai soci accomandatari delle società in accomandita per azioni.

L’ordinamento riconosce personalità giuridica alla società di capitali?

Sì, l’ordinamento riconosce personalità giuridica alle società di capitali.

Alle società di capitali è attribuita l’autonomia patrimoniale?

Sì, alle società di capitali è attribuita l’autonomia patrimoniale. Trattasi di autonomia patrimoniale perfetta.

Come vengono assunte le decisioni nelle società di capitali?

Nelle società di capitali, le decisioni sono assunte in modo collegiale, con metodo maggioritario, sulla base di voti che contano in base alla partecipazione al capitale conferito.

Nelle società di capitali a chi spetta l’amministrazione?

Nelle società di capitali, l’amministrazione non spetta ai soci, i quali esercitano solo la funzione di controllo e partecipano agli utili e alle perdite.

Gli amministratori dalle società di capitali da chi sono eletti?

Gli amministratori delle società di capitali sono eletti dai soci.

Sono necessari organi nella struttura della società di capitali?

Nelle società di capitali, è necessaria la presenza di tre organi.

Quali sono gli organi delle società di capitali?

Gli organi delle società di capitali sono: 1) l’assemblea; 2) il consiglio di amministrazione o l’amministratore unico; 3) il collegio sindacale.

 

Di cosa si occupa l’assemblea?

L’assemblea si occupa dell’organizzazione della società.

Che funzioni svolgono, invece, il consiglio di amministrazione o l’amministratore unico e il collegio sindacale?

Il consiglio di amministrazione o l’amministratore unico svolgono la funzione di gestione, invece il collegio sindacale svolge la funzione di controllo.

La qualità di socio può essere trasferita?

Sì, la qualità di socio può essere trasferita per atto tra vivi o mortis causa.

Il trasferimento della qualità di socio comporta la modifica del contratto di società?

No, il trasferimento della qualità di socio non comporta la modifica del contratto di società.

Maggio 26, 2022 0 comment
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Quali sono i danni risarcibili per malasanità?
Malasanità

Quali sono i danni risarcibili per malasanità?

by Amministrazione Aprile 6, 2022
written by Amministrazione

I DANNI RISARCIBILI PER MALASANITA’

Quali sono i danni risarcibili in sede di giudizio civile?

In sede di giudizio civile, i danni risarcibili sono il danno patrimoniale e il danno non patrimoniale.

Cosa si intende per “danno patrimoniale”?

Per “danno patrimoniale” si intende la lesione di un interesse avente natura patrimoniale, consistente sia in una diminuzione del patrimonio del danneggiato (c.d. danno emergente) sia nel mancato guadagno a causa del danno stesso (c.d. lucro cessante), ai sensi dell’articolo 1223 del codice civile (rubricato “Risarcimento del danno”). In altri termini, riguarda il patrimonio e non la persona del soggetto danneggiato.

Cosa si intende per “danno non patrimoniale”?

Per “danno non patrimoniale” si intende la sofferenza psico-fisica cagionata al danneggiato dalla condotta illecita altrui. Esso, in altri termini, non può essere né monetizzato né quantificato immediatamente, in quanto non comportano una perdita economica per il danneggiato. Incide sulla sfera personale del soggetto danneggiato.

In caso di malasanità, ci troviamo di fronte a quale tipo di responsabilità?

In caso di malasanità, si parla di c.d. responsabilità medica.

Cos’è la responsabilità medica?

La responsabilità medica è la responsabilità che sorge in capo al professionista che esercita un’attività sanitaria (c.d. responsabilità professionale) per danni causati al paziente per errore, omissione o violazione degli obblighi relativa all’attività svolta.

Quando sorge la responsabilità medica in capo al professionista che esercita un’attività sanitaria?

La responsabilità medica sorge in capo al professionista che esercita un’attività sanitaria quando vi è il c.d. rapporto causale tra la condotta posta in essere dallo stesso e la lesione alla salute psico-fisica del paziente, a prescindere dalle condizioni in cui versa la struttura sanitaria.

Nei confronti di chi può essere instaurato il giudizio per chiedere il risarcimento dei danni per malasanità?

Il giudizio per chiedere il risarcimento dei danni per malasanità può essere instaurato sia nei confronti del medico o della struttura sanitaria sia nei confronti della compagnia presso la quale l’uno o l’altra sono assicurati. Ciò è quanto emerge dalla Legge n° 24 del 2017, meglio nota come Legge Gelli-Bianco, in tema di responsabilità medica.

La responsabilità civile dei medici è contrattuale o extracontrattuale?

In seguito alla già citata Legge Gelli-Bianco, i medici rispondono a titolo di responsabilità extracontrattuale, ai sensi dell’articolo 2043 del codice civile, mentre rispondono a titolo di responsabilità contrattuale le strutture sanitarie.

Nell’ipotesi di malasanità, qual è il danno emergente?

In caso di malasanità, il danno emergente è la perdita di un’utilità già costituente il patrimonio del danneggiato, persa per una causa dipendente dalla responsabilità medica, addebitabile alla struttura sanitaria o al medico. Possono essere, ad esempio, il costo delle spese mediche sostenute, come visite ed esami effettuati o il costo delle spese sostenute per l’assistenza sanitaria, anche a domicilio.

Cosa occorre per chiedere al giudice il risarcimento delle suddette spese?

Per chiedere al giudice il risarcimento delle suddette spese occorre produrre in giudizio idonea documentazione delle stesse.

Il lucro cessante per malasanità qual è?

Il lucro cessante per malasanità è la perdita di reddito che può conseguire al mancato guadagnato patrimoniale che il danneggiato avrebbe avuto se non fosse stato vittima di malasanità. Nello specifico, è la perdita di reddito derivante dall’attività lavorativa del danneggiato ovvero la perdita della capacità lavorativa dello stesso, che può essere permanente o temporanea, più o meno grave.

Ai sensi dell’articolo 2059 del codice civile, il danno non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge. Può, quindi, essere richiesto per malasanità?

Oggi, sì, è possibile chiedere il risarcimento del danno non patrimoniale.

Da cosa è costituito il danno non patrimoniale?

Il danno non patrimoniale è costituito da singole voci: il danno biologico e il danno morale.

Cos’è il danno biologico?

Ai sensi dell’articolo 138 delle assicurazioni (D. Legislativo n° 209/2015), il danno biologico è la lesione temporanea o permanente dell’integrità psico-fisica della persona che, accertata mediante pratiche medico-legali, incide negativamente sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del soggetto danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità lavorativa, producente reddito.

Da chi viene quantificato il danno biologico?

Il danno biologico viene quantificato dal medico legale, che ha il compito di dimostrarne la reale esistenza e specificarne la tipologia.

Come viene quantificato il danno biologico?

Il danno biologico viene quantificato in punti espressi in percentuale e 100 corrisponde al grado massimo della lesione. Pertanto, maggiore sarà il danno riportato dal soggetto, vittima di malasanità, maggiore sarà la percentuale assegnata dal medico legale.

Che differenza c’è tra danno biologico temporaneo e danno biologico permanente?

Il danno biologico temporaneo è quantificato nei giorni necessari per la guarigione dalla malattia derivante dalla lesione psico-fisica patita; il danno biologico permanente viene calcolato dal medico legale sulla bade di determinate tabelle, previste per legge.

All’interno del danno biologico è ricompreso anche il danno psichico o psichiatrico?

Sì, all’interno del danno biologico è ricompreso anche il danno psichico o psichiatrico, da intendere quale alterazione dello stato psichico della persona vittima di malasanità o, anche, della persona che ha perso un parente a causa della stessa.

Cosa si intende per danno morale?

Per danno morale si intende la sofferenza soggettiva cagionata da un fatto illecito.

Come viene quantificato il danno morale?

Il danno morale viene quantificato come una frazione del danno biologico. Maggiore è il danno biologico patito dal soggetto danneggiato, maggiore sarà la sofferenza patita dallo stesso.

Ci sono altre tipologie di danno non patrimoniale?

Sì. Esse sono:

1) danno esistenziale, relativo al cambiamento delle abitudini di vita del soggetto;

2) danno estetico, conseguente a una lesione dell’aspetto esteriore;

3) pregiudizio relazionale, se sono compromessi i rapporti con le altre persone;

4) danno catastrofale, quando il soggetto è stato in grado di percepire consapevolmente la situazione dannosa;

5) danno da perdita di chance;

6) violazione del diritto di autodeterminazione;

7) danno da perdita anticipata della vita;

8) danno da perdita del rapporto parentale, quando muore un congiunto.

Cosa sono le tabelle di Milano?

Le tabelle di Milano sono uno strumento utilizzato al fine di quantificare quanto dovuto a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale.

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Avvocato Diritto Condominiale Teramo
Condominio

Avvocato Diritto Condominiale Teramo

by Amministrazione Aprile 6, 2022
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Cos’è l’amministratore di condominio?

L’amministratore di condominio è colui che si occupa della gestione dell’immobile e della esecuzione delle delibere dell’assemblea.

Quali sono le competenze dell’amministratore di condominio?

Le competenze del condominio sono varie e posso riguardare la manutenzione ordinaria o la gestione dello stabile, nonché la conservazione del bene comune.

Che natura hanno le attribuzioni dell’amministratore di condominio?

Le attribuzioni dell’amministratore di condominio possono essere sia di natura esecutiva sia di natura amministrativa.

Che tipo di rapporto c’è tra l’amministratore e i condomini?

Tra l’amministratore e i condomini intercorre un rapporto di mandato con rappresentanza.

Cos’è il mandato?

Il mandato, ai sensi dell’articolo 1703 del codice civile, è quel contratto con cui il c.d. mandatario (l’amministratore) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto del c.d. mandante (i condomini).

Da chi viene nominato l’amministratore di condominio?

L’amministratore di condominio viene nominato dai condomini, previa convocazione dell’assemblea.

Come viene scelto l’amministratore di condominio?

L’amministratore di condominio viene scelto ricorrendo a diverse associazioni di categoria a cui sono iscritti gli amministratori. Solitamente, l’amministratore è un professionista, un avvocato o un ragioniere.

E’ obbligatorio un corso di formazione?

Sì, è obbligatorio un corso di formazione iniziale e periodico, frequentando i quali sicuramente si acquisiscono le competenze necessarie.

Dopo la nomina cosa deve fare colui che è stato designato come amministratore?

Dopo la nomina, l’amministratore deve comunicare l’accettazione della nomina e, allo stesso tempo, indicare i propri dati anagrafici e professionali.

L’amministratore di condominio può essere solo una persona fisica?

No, può essere nominato come amministratore di condominio anche una società di persone o di capitali.

Quali sono le attribuzioni dell’amministratore?

Ai sensi dell’articolo 1130 del codice civile, l’amministratore deve: convocare l’assemblea ogni anno per il rendiconto condominiale, eseguirne le deliberazioni: deve controllare se i condomini osservano il regolamento; fissare le regole relative all’uso e alla fruizione delle cose comuni; riscuotere i contributi ed erogare le spese che servono per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio e per l’esercizio dei servizi comuni; compiere gli atti relativi alla conservazione delle parti comuni dello stabile; eseguire gli adempimenti fiscali; curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale; curare la tenuta del registro dei verbali delle assemblee; conservare tutta la documentazione riguardante la propria gestione; fornire al condomino, che ne faccia richiesta, l’attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e delle eventuali liti in corso; redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l’assemblea per la relativa approvazione entro 180 giorni.

Cos’è l’anagrafe condominiale?

L’anagrafe condominiale è un registro che contiene le generalità dei singoli proprietari, dei titolari di diritti reali, di diritti personali o di godimento.

Cosa va annotato nell’anagrafe condominiale?

Nell’anagrafe condominiale vanno annotati il codice fiscale, la residenza o il domicilio e i dati catastali di ogni unità immobiliare.

In cosa consiste l’obbligo di rendiconto?

L’amministratore deve redigere il rendiconto e convocare l’assemblea entro 180 giorni per l’approvazione.

Cosa deve contenere il rendiconto?

Il rendiconto deve contenere: le voci di entrata e di uscita; ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio; i fondi disponibili; le eventuali riserve.

Come è composto il rendiconto?

Il rendiconto si compone di un registro di contabilità, di un riepilogo finanziario e di una nota sintetica esplicativa della gestione con l’indicazione anche dei rapporti in corso e delle questioni pendenti.

I condomini possono prendere visione dei documenti giustificativi di spesa?

Sì, i condomini possono prendere visione dei documenti giustificativi di spesa in ogni momento ed estrarne copia a proprie spese.

E’ obbligatorio aprire un conto corrente?

Sì, è obbligatorio aprire un conto corrente a nome del condominio, sul quale l’amministratore deve versare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini

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Avvocato Diritto Commerciale e Societario Ancona
Diritto Commerciale e Societario

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by Amministrazione Aprile 6, 2022
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CRISI DI IMPRESA: la composizione negoziata

Cosa si intende per “crisi di impresa”?

Per “crisi di impresa” si intende lo stato di squilibrio economico, patrimoniale o finanziario dell’impresa stessa.

Cos’è la composizione negoziata per la soluzione della crisi di impresa?

La composizione negoziata per la soluzione della crisi di impresa è un rimedio stragiudiziale.

Qual è lo scopo della composizione negoziata?

Lo scopo della composizione negoziata è quello di fornire aiuto alle imprese in difficoltà per prevenire lo stato di insolvenza tramite una sorta di mediazione assistita volontaria. In altri termini, gli imprenditori commerciali e agricoli, iscritti nel Registro delle imprese e in difficoltà, possono accedere, volontariamente, a tale procedura introdotta dal D. Legge n° 118 del 2021.

Nello specifico, cosa possono fare gli imprenditori?

Nello specifico, gli imprenditori potranno chiedere al segretario generale della Camera di commercio del luogo ove l’impresa ha la sede legale di nominare un esperto indipendente.

Qual è il compito di tale esperto indipendente?

Il compito di tale esperto indipendente è quello di agevolare le trattative tra imprenditori e creditori degli stessi e con altri eventuali soggetti interessati, affinché si trovi una soluzione per superare lo stato di crisi anche attraverso il ricorso al trasferimento dell’azienda o di rami di essa.

Cosa è previsto per la società?

Per la società è disposto che l’organo di controllo segnali l’istanza, per iscritto, all’organo amministrativo.

Sono previsti controlli interni?

Sì, sono previsti controlli interni, infatti l’articolo 2447, commi 2 e 3, del codice civile prevede l’obbligo di nominare l’organo di controllo o del revisore per la società.

Quando deve essere nominato l’organo di controllo o del revisore?

L’organo di controllo o del revisore deve essere nominato quando la società è tenuta alla redazione del bilancio consolidato e quando è obbligata alla revisione legale dei conti. Inoltre, tale nomina è necessaria quando la società ha superato i limiti legali per due esercizi.

E’ prevista una piattaforma telematica nazionale?

Sì, l’articolo 3 del d. legge n° 118 del 2021 prevede una piattaforma telematica nazionale, alla quale gli imprenditori iscritti nel Registro delle imprese possono accedere, attraverso il sito istituzionale di ciascuna Camera di commercio.

Da chi è gestita e controllata la piattaforma?

La piattaforma è gestita da dal sistema delle Camere di commercio tramite Unioncamere ed è controllata dal Ministero della Giustizia e dal Ministero dello sviluppo economico.

Cosa è disponibile sulla piattaforma?

Sulla piattaforma sono disponibili: 1) una lista di controllo particolareggiata, contenente indicazioni per la redazione del piano di risarcimento; 2) un test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento, accessibile da parte dell’imprenditore e dei professionisti dallo stesso incaricati; 3) un protocollo di conduzione della composizione negoziata.

Come scegliere l’esperto?

L’esperto va scelto da un apposito elenco formato presso la Camera di commercio di ciascun capoluogo di regione e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Chi sono gli esperti?

Gli esperti sono: 1) dottori commercialisti, esperti contabili o avvocati, iscritti all’albo da almeno 5 anni; 2) consulenti del lavoro. Importante è che abbiano avuto documentata esperienza nel campo della ristrutturazione aziendale e della crisi di impresa o che abbiano svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in imprese interessate da operazioni di ristrutturazione (in quest’ultimo caso può trattarsi anche di soggetto non iscritto in albi professionali).

Come avviene la nomina dell’esperto?

La nomina dell’esperto è effettuata da una commissione che si costituisce presso le Camere di commercio dei capoluoghi di regione e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

Da chi è composta la commissione?

La commissione è composta da: 1) un magistrato specializzato in materia di impresa, che svolge le proprie funzioni presso il Tribunale del capoluogo di regione o delle province autonome di Trento e di Bolzano nel cui territorio si trova la Camera di commercio che ha ricevuto l’istanza; 2) un membro designato dal Presidente della Camera di commercio presso la quale è costituita la commissione; 3) un membro designato dal Prefetto del capoluogo di regione o delle province autonome di Trento e di Bolzano nel cui territorio si trova la Camera di commercio che ha ricevuto l’istanza.

Entro quanto la Commissione provvede alla nomina dell’esperto?

La Commissione provvede alla nomina dell’esperto entro 5 giorni lavorativi, attingendo all’elenco degli iscritti. Si procede secondo i criteri della rotazione e della trasparenza e avendo cura che ciascun esperto non riceva più di due incarichi contemporaneamente.

La nomina può avvenire anche al di fuori dell’ambito regionale?

Sì, la nomina può avvenire anche al di fuori dell’ambito regionale.

E’ prevista la pubblicazione degli incarichi conferiti e del curriculum vitae dell’esperto?

Sì. Gli incarichi conferiti e il curriculum vitae dell’esperto nominato sono pubblicati in un’apposita sezione del sito internet istituzionale della Camera di commercio del luogo di nomina e del luogo dove è tenuto l’elenco presso il quale l’esperto è iscritto nel rispetto del Regolamento (UE) n° 2016/679 e del D. lgs n° 196 del 2003.

Qual è il principale requisito dell’esperto?

Il principale requisito dell’esperto è l’indipendenza. Chi ha svolto tale incarico non può continuare ad avere rapporti professionali con l’imprenditore se non sono passati due anni dall’archiviazione della composizione negoziata.

Come deve operare l’esperto?

L’esperto deve operare in modo professionale, riservato, imparziale oltre che indipendente. Deve essere, altresì, terzo rispetto a tutte le parti.

L’incarico dell’esperto ha una scadenza?

Sì, l’incarico dell’esperto ha una scadenza. Ai sensi dell’articolo 5 del D. legge n° 118 del 2021, l’incarico deve ritenersi concluso se dopo 180 giorni dalla accettazione della nomina, le parti non hanno individuato, anche a seguito di sua proposta, una soluzione adeguata.

Va presentata una nuova istanza di nomina?

Sì, la nuova istanza di nomina dell’esperto va presentata prima che sia decorso un anno dall’archiviazione dell’istanza stessa.

Come è gestita l’impresa in pendenza delle trattative?

In pendenza delle trattative, l’imprenditore conserva la gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa. Ovviamente l’imprenditore deve gestire l’impresa in modo da evitare pregiudizio alla sostenibilità economico-finanziaria dell’attività.

Cosa deve fare il Tribunale adito?

Deve fissare le misure ritenute opportune in base alle istanze delle parti e ai loro interessi.

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Volontaria Giurisdizione

Avvocato Volontaria Giurisdizione Ancona

by Amministrazione Marzo 16, 2022
written by Amministrazione

VOLONTARIA GIURISDIZIONE: successioni e tutele

Che cosa è la “volontaria giurisdizione?

La “volontaria giurisdizione” è un tipo di giurisdizione che si occupa della gestione di un negozio o di un affare, per la cui conclusione è necessario l’intervento di un giudice terzo e imparziale.

Cosa fa il giudice?

Il giudice esamina gli atti che gli vengono presentati e collabora con le parti affinché le aiuti a costituire un determinato rapporto giuridico, nei casi in cui la legge non prevede le modalità dirette ai privati per provvedervi in autonomia.

Quali sono i casi in cui si ricorre alla volontaria giurisdizione?

I casi in cui si ricorre alla volontaria giurisdizione sono: 1) l’integrazione della capacità di persone incapaci, ad esempio la necessaria autorizzazione per poter vendere un immobile intestato o cointestato a un minore; 2) la nomina di un amministratore di sostegno per tutti coloro che, per l’età o le condizioni fisiche, non sono in grado da soli a tutelare i propri interessi; 3) l’omologazione di atti societari per le attività commerciali; 4) la separazione consensuale.

Che tipo di attività è la volontaria giurisdizione?

Si può affermare che la volontaria giurisdizione è un’attività strutturalmente e funzionalmente di tipo amministrativo. Infatti, l’autorità giurisdizionale è adita allo scopo di amministrare gli interessi dei privati affinché non vengano lesi.

Nella volontaria giurisdizione, come nel contenzioso civile, possono essere coinvolti diritti soggettivi fondamentali?

No, nella volontaria giurisdizione non possono essere coinvolti diritti soggettivi fondamentali, a differenza di quanto accade nel contenzioso civile.

Cos’è il contenzioso civile?

Il contenzioso civile è l’attività giurisdizionale volta alla risoluzione di una questione relativa alla tutela e all’attuazione di situazioni soggettive che vengono riconosciute dall’ordinamento, anche nell’ipotesi di inerzia e contrarietà dei soggetti obbligati a rispettarle e a eseguirle.

Qual è la differenza tra contenzioso civile e volontaria giurisdizione?

La differenza tra contenzioso civile e volontaria giurisdizione riguarda innanzitutto la natura del provvedimento finale: i provvedimenti, emessi in sede di contenzioso civile, serve a regolare stabilmente il rapporto controverso tra le parti in lite; in sede di volontaria giurisdizione, il provvedimento è emesso per ragioni di opportunità, pertanto potrebbe mutare nel tempo e, inoltre, può essere in ogni tempo revocato o modificato.

E’ necessario presentare un ricorso per il giudizio di volontaria giurisdizione?

Sì, per il giudizio di volontaria giurisdizione è necessario presentare un ricorso al giudice.

Come si svolge il procedimento di volontaria giurisdizione?

Il procedimento di volontaria giurisdizione ha la peculiarità di svolgersi in camera di consiglio ex articolo 737 e seguenti del codice di procedura civile. Ciò vuol dire che non si svolge né nelle forme ordinarie né in pubblica udienza e il giudice decide senza la presenza del pubblico.

Quale deve essere la forma del ricorso?

La forma del ricorso deve avere la forma scritta, ma in casi eccezionali e di urgenza può essere proposto oralmente.

Il ricorso, quale atto introduttivo, a chi va notificato?

Il ricorso, quale atto introduttivo, va notificato agli eventuali soggetti controinteressati. Ciò accade quando esso riguarda anche gli interessi di soggetti diversi dal ricorrente.

Il giudice ha necessità del parere di altri organi?

Sì, talvolta il giudice ha necessità di avere il parere di altri organi. Tuttavia, trattasi di un parere obbligatorio non vincolante.

Quali sono questi organi che potrebbero essere sentiti preventivamente?

Gli organi che potrebbero essere sentiti preventivamente sono: il Pubblico Ministero, il protutore, il comitato dei creditori e l’ufficio del genio civile.

Che forma assume il provvedimento contenente la decisione del giudice?

Il provvedimento contenente la decisione del giudice può assumere la forma del decreto motivato o dell’ordinanza o della sentenza, a seconda della finalità perseguita.

L’efficacia del provvedimento è sottoposta a un termine?

Sì, talvolta l’efficacia del provvedimento è sottoposta a termine.

Il decreto e l’ordinanza possono essere oggetto di reclamo?

Sì, il decreto e l’ordinanza possono essere oggetto di reclamo, come previsto dal codice di procedura civile.

A chi va presentato il reclamo?

Il reclamo va presentato dinanzi al giudice immediatamente superiore.

Entro quanto va presentato il reclamo?

Il reclamo va presentato entro dieci giorni dalla data di comunicazione del decreto o di notificazione.

Il reclamo può essere presentato anche dal Pubblico Ministero?

Sì, il reclamo può essere presentato anche dal Pubblico Ministero, sempre entro dieci giorni e, ovviamente, solo con riguardo a quei decreti del tribunale e del giudice tutelare per i quali il suo parere sia stato necessario.

E se la decisione del giudice fosse contenuta in sentenza?

Se la decisione del giudice fosse contenuta in sentenza, per impugnarla è necessario ricorrere agli ordinari mezzi di impugnazione.

I provvedimenti emessi in camera di consiglio possono essere revocati o modificati?

Sì, i provvedimenti emessi in camera di consiglio possono essere revocati o modificati ex articolo 742 del codice di procedura civile.

Quando può essere chiesta la revoca?

La revoca può essere chiesta quando si presentato vizi di legittimità e vizi di merito.

Che efficacia ha la revoca?

La revoca ha efficacia retroattiva, salvo nell’ipotesi di motivi sopravvenuti.

In cosa consiste, invece, la modifica?

La modifica consiste sia in una revoca parziale sia in un’integrazione del provvedimento.

Chi è il giudice tutelare?

Il giudice tutelare è l’organo giudiziario che esercita la volontaria giurisdizione. E’ un giudice del Tribunale al quale vengono affidate le controversie che hanno ad oggetto questioni relative all’integrazione della capacità di persone incapaci o alla nomina di un amministratore di sostegno per tutti coloro che, per l’età o le condizioni fisiche, non sono in grado da soli a tutelare i propri interessi o all’omologazione di atti societari per le attività commerciali o alla separazione consensuale.

Chi tutela tale giudice?

Tale giudice, definito proprio “tutelare”, è chiamato a salvaguarda i soggetti deboli, quali i minorenni e gli incapaci. Ecco perché la sua funzione è essenziale: adotta i provvedimenti nell’esclusivo interesse del soggetto.

Cosa fa il giudice tutelare?

Il giudice tutelare ha diversi compiti, tra cui: nomina dell’amministratore di sostegno, adozione di provvedimenti urgenti in favore del minore o dell’interdetto, autorizza l’interruzione volontaria della gravidanza di persona minorenne, convalida il provvedimento di trattamento sanitario obbligatorio, ecc..

Marzo 16, 2022 0 comment
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Eredità

Avvocato Eredità Teramo

by Amministrazione Marzo 16, 2022
written by Amministrazione

REDAZIONE DEL TESTAMENTO OLOGRAFO

Cos’è il testamento olografo?

Ai sensi dell’articolo 602 codice civile, è olografo il testamento scritto interamente, datato e sottoscritto di mano del c.d. testatore.

Dove va posta la sottoscrizione?

La sottoscrizione va posta alla fine delle disposizioni.

Deve obbligatoriamente indicare nome e cognome del testatore?

No, il testamento olografo è valido anche se designa con certezza la persona del testatore.

Cosa deve contenere la data?

La data deve contenere il giorno, il mese e l’anno.

Può essere chiesta prova della data?

Sì, ma solo quando è necessario valutare la capacità del testatore oppure in caso di due testamenti con differente data oppure, ancora, per decidere di altre questioni relative al tempo del testamento.

Cosa comporta la violazione di questi requisiti?

La violazione di tali requisiti comporta la possibilità di impugnare il testamento, ossia la dichiarazione di nullità o annullabilità delle volontà del testatore.

Per il testamento olografo è necessario l’intervento del notaio?

No, per il testamento olografo non è necessario l’intervento del notaio. Può essere redatto direttamente dal testatore a costo zero.

Se il testamento è scritto con il computer e stampato è valido?

No, se il testamento è scritto con il computer e stampato non è valido perché deve essere scritto a mano, con la propria grafia, dal testatore. In questo modo si vogliono tutelare le volontà testamentarie.

Il testamento può essere scritto in stampatello?

Sì, secondo recente giurisprudenza, il testamento potrebbe essere scritto in stampatello. Tuttavia, è preferibile che sia redatto con la scrittura abituale, in modo chiaro e leggibile.

Il testamento olografo può essere scritto in forma di lettera?

Sì, il testamento olografo potrebbe essere scritto come missiva da affidare a persona di fiducia o subito inviata. In questo caso, è necessario che la lettera rispetti le forme previste per il testamento olografo, esprimendo la chiara volontà di disporre dei propri beni. Non è sufficiente manifestare semplicemente l’intenzione di lasciare testamento.

Se il testamento consta di più pagine la sottoscrizione va apposta su ognuna di esse?

Sì, se il testamento consta di più pagine è preferibile che la sottoscrizione sia apposta su ognuna di esse.

E’ possibile firmare il testamento con lo pseudonimo?

Sì, la giurisprudenza considera valido il testamento firmato con lo pseudonimo, ma è chiaro che è sia da preferire la sottoscrizione con nome e cognome.

Se la data non è scritta di pugno del testatore cosa accade?

Se la data non è scritta di pugno del testatore, si determina l’annullabilità del testamento olografo.

Chi può beneficiare di un testamento olografo?

Di un testamento olografo può beneficiare chiunque, persona fisica o giuridica. Sono, tuttavia, esclusi il tutore e il protutore ai sensi dell’articolo 596 del codice civile quando le disposizioni testamentarie risalgono ad un momento successivo alla nomina degli stessi.

Cosa deve contenere un testamento olografo?

Un testamento olografo deve contenere, a favore dei beneficiari, disposizioni di carattere sia patrimoniale sia non patrimoniale.

La dichiarazione testamentaria è un atto revocabile?

Sì, la dichiarazione testamentaria è un atto “illimitatamente revocabile” perché il testatore fino all’ultimo giorno può modificare le disposizioni precedentemente rese, nella sua capacità di intendere e di volere.

Nel testamento olografo il testatore deve rispettare la c.d quota di legittima e la c.d. quota disponibile?

Sì, anche nel testamento olografo il testatore deve rispettare la c.d. quota di legittima e la c.d. quota disponibile.

Quali sono le cause di nullità del testamento olografo?

Le cause di nullità del testamento olografo sono tassativamente: 1) la presenza di vizi di forma; 2) l’indicazione generica dei beneficiari; 3) la presenza di testamenti reciproci, ossia con un solo testamento due soggetti dispongono l’uno a favore dell’altro; 4) la possibilità per un terzo di indicare l’erede; 5) la presenza di disposizioni illecite.

L’azione di impugnazione di un testamento olografo nullo da chi può essere promossa?

L’azione di impugnazione di un testamento olografo nullo può essere promossa da chiunque ne abbia interesse.

L’azione di impugnazione per nullità del testamento si prescrive?

No, l’azione di impugnazione per nullità del testamento non si prescrive.

Quali sono le cause di annullabilità del testamento olografo?

Le cause di annullabilità del testamento olografo sono: 1) la mancanza o l’incompletezza della datazione; 2) l’incapacità di agire del testatore; 3) l’errore in cui sia incorso o sia stato indotto il testatore, la violenza e il dolo che ne hanno condizionato la volontà.

L’azione di annullamento di un testamento olografo si prescrive?

Sì, l’azione di annullamento di un testamento olografo si prescrive in cinque anni, dal momento in cui le volontà testamentarie vengono eseguite oppure da quando si ha conoscenza dell’eventuale errore, dolo o violenza per i quali sono state redatte.

Cosa fare per avviare un’azione giudiziaria in materia di eredità?

Per avviare un’azione giudiziaria in materia di eredità, è necessario attivare un procedimento di mediazione dinanzi a un organismo di conciliazione riconosciuto dal Ministero della Giustizia. E’, altresì, necessario farsi assistere anche in questa fase da un avvocato.

Il testamento olografo può essere falso? Quando?

Sì. E’ sicuramente falso il testamento olografo redatto e firmato all’insaputa del reale titolare dei beni. E’, altresì, falso il testamento olografo redatto e firmato successivamente a quello scritto dal testatore, affinché non produca effetti.

Falsificare un testamento è reato?

Sì. Trattasi di reato ex articolo 491 del codice penale, rubricato “Falsità in testamento olografo, cambiale o titolo di credito”, posto in essere al fine di recare a sé o ad altri un vantaggio o al fine di recare ad altri un danno.

Come si conserva il testamento olografo?

Il testamento olografo si conserva presso di sé o presso una persona di fiducia, ma il testatore può anche scegliere di depositarlo presso un notaio. In quest’ultimo caso, il notaio procederà alla pubblicazione del testamento olografo all’apertura della successione al fine di consentirne l’esecuzione.

Cosa succede se non si viene mai a conoscenza dell’esistenza di un testamento olografo?

In questo caso, in presenza di eredi legittimi o necessari, vengono attivate le altre forme di successioni, esclusa quella testamentaria.

Il testamento olografo deve essere pubblicato?

Sì, per la sua esecuzione.

Marzo 16, 2022 0 comment
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avvocato matrimonialista ascoli piceno
Diritto di Famiglia

Avvocato Matrimonialista Ascoli Piceno

by Amministrazione Marzo 8, 2022
written by Amministrazione

LA CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO: SEPARAZIONE E DIVORZIO

Separazione e divorzio sono la stessa cosa?

No, separazione e divorzio non sono la stessa cosa. Sono certamente due fenomeni collegati, anche se la separazione non sempre è seguita dal divorzio. Il divorzio, invece, può essere chiesto solo dopo la separazione.

La cessazione degli effetti civili del matrimonio vera e propria quando avviene?

La cessazione degli effetti civili del matrimonio vera e propria avviene con il divorzio, che viene anche definito “scioglimento del matrimonio” e serve a porre fine per sempre alla vita coniugale.

Con la separazione, quindi, si rimane vincolati al matrimonio?

No. Anche con la separazione i coniugi, ormai separati, non sono più obbligati ad osservare i doveri coniugali.

Quali sono i doveri coniugali?

Ai sensi dell’articolo 143 cod. civ., i doveri coniugali sono: l’obbligo reciproco di fedeltà, l’assistenza morale e materiale, la collaborazione nell’interesse della famiglia e la coabitazione.

Con il divorzio come è definito il coniuge?

Con il divorzio il divorzio è definito ex coniuge.

Il coniuge separato può risposarsi?

No.

Il coniuge separato è erede dell’altro?

Sì.

Cosa accade se il coniuge lascia testamento ed esclude il coniuge separato?

Se il coniuge esclude l’altro con cui è separato, quest’ultimo resta erede del primo.

Si è erede anche con il divorzio?

No, con il divorzio, l’ex coniuge non è considerato erede.

Al coniuge separato spetta la pensione di reversibilità?

Sì, all’ex coniuge spetta la pensione di reversibilità, se l’altro coniuge percepisce una pensione al momento della morte.

Il coniuge separato ha diritto a qualche quota del TFR (trattamento di fine rapporto)?

No, il coniuge separato non ha diritto ad alcuna quota del TFR.

E l’ex coniuge?

Sì, l’ex coniuge ha diritto al TFR se la sentenza di divorzio è definitiva e non più modificabile e se il coniuge superstite riceve l’assegno di divorzio e non si è risposato.

Se il matrimonio è stato celebrato in Chiesa cosa accade?

Se il matrimonio è stato celebrato in Chiesa, cessano solo gli effetti civili e, quindi, si può convolare a nuove nozze solo con rito civile e non anche con rito religioso.

E’ possibile una riconciliazione tra coniugi separati o ex coniugi?

Sì, è possibile una riconciliazione sia tra coniugi separati sia tra ex coniugi. Solo che gli ex coniugi devono celebrare un nuovo matrimonio.

Cos’è l’assegno di mantenimento?

L’assegno di mantenimento è l’assegno che spetta al coniuge separato economicamente più debole al fine di permettere allo stesso di continuare a godere del tenore di vita precedente.

L’assegno di mantenimento spetta anche all’ex coniuge?

No, all’ex coniuge spetta il c.d. assegno di divorzio, che ha una funzione diversa rispetto all’assegno di mantenimento.

E’ possibile versare l’assegno di divorzio in un’unica soluzione?

Sì, l’ex coniuge economicamente più forte può preferire versare l’assegno di divorzio in un’unica soluzione e il coniuge ricevente non potrà più pretendere nulla.

Quanto tempo dalla separazione deve trascorrere per poter chiedere il divorzio?

Per poter chiedere il divorzio, dal 2015, devono trascorrere sei mesi o al massimo un anno, a seconda dei casi. Dopo sei mesi se la separazione è stata consensuale, un anno in caso di separazione giudiziale.

In cosa consiste la separazione consensuale?

La separazione consensuale consiste nell’accordo espresso dei coniugi circa la spartizione dei beni in comune e circa l’affidamento dei figli.

Quali sono le caratteristiche del consenso?

Il consenso è originario quando il ricorso è presentato da entrambi i coniugi; è successivo quando la separazione inizialmente è giudiziale, con richiesta di uno solo dei coniugi, e diventa consensuale successivamente.

Il consenso può essere revocato?

Sì, il consenso può essere revocato.

L’accordo dei coniugi deve essere valutato? Da chi?

L’accordo dei coniugi deve essere valutato dal Presidente del Tribunale, in Camera di Consiglio. Il Tribunale deve verificare se l’accordo è conforme alla legge e se rispetta i diritti dei figli, ove presenti.

Cosa accade se l’accordo è conforme alla legge?

Se l’accordo è conforme alla legge, viene omologato con decreto, impugnabile in Corte d’Appello.

E se non è conforme?

Se l’accordo non è conforme, tutti gli atti vengono trasmessi al giudice istruttore, cosicché la separazione diventa giudiziale.

C’è un’altra procedura in caso di separazione consensuale?

Sì, in caso di separazione consensuale è possibile la c.d negoziazione assistita in Comune, senza necessità di adire l’autorità giudiziaria competente.

Quando la separazione è giudiziale?

La separazione è giudiziale quando è necessaria una sentenza di separazione.

Come inizia il processo?

Il processo inizia presentando ricorso al Presidente del Tribunale del luogo dell’ultima dimora della coppia. In caso contrario, è competente il Tribunale del luogo ove risiede il convenuto.

Cosa deve contenere il ricorso?

Il ricorso deve contenere l’indicazione dei motivi a fondamento della domanda e l’indicazione dell’esistenza di figli.

Accolto il ricorso cosa succede?

Accolto il ricorso, il Presidente del Tribunale fissa con decreto l’udienza di comparizione dei coniugi e l’istante dovrà provvedere a notificare il decreto all’altro coniuge. Dal giorno della notifica e fino al giorno dell’udienza, ciascun coniuge può depositare, presso la cancelleria del giudice, memorie scritte e le rispettive dichiarazioni dei redditi, in modo da individuare puntualmente i cespiti patrimoniali.

Il processo di separazione si divide in fasi?

Sì, il processo di separazione si divide in due fasi. L’udienza di comparazione è la prima delle due, alla quale i coniugi devono comparire obbligatoriamente e personalmente.

Cosa succede se uno dei coniugi non si presenta? E in caso contrario?

Se non si presenta il coniuge che ha fatto domanda di separazione, il giudice dichiara il processo estinto per abbandono degli atti; se non si presenta l’altro coniuge, fisserà altra udienza. Se compaiono entrambi, il Presidente compie un tentativo di conciliazione. In quest’ultimo caso, il Presidente redige verbale e la causa si estingue, contrariamente la causa prosegue dinanzi al giudice istruttore.

Cos’è la separazione con addebito?

La separazione con addebito è la richiesta di addebito da parte di uno dei coniugi nei confronti dell’altro, ritenuto responsabile della violazione dei doveri del matrimonio. Il coniuge che fa tale richiesta deve allegare le prove a fondamento della stessa.

Marzo 8, 2022 0 comment
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avvocato malasanità ancona
Malasanità

Avvocato per Casi di Malasanità Ancona

by Amministrazione Marzo 8, 2022
written by Amministrazione

Cosa si intende con il termine “malasanità”?

Con il termine “malasanità”, coniato nel linguaggio giornalistico, si intende la situazione di disfunzione del sistema sanitario nazionale, con particolare riferimento al personale medico cui è affidata la salute del cittadino.

Cos’è il sistema sanitario nazionale?

Il sistema sanitario nazionale è l’insieme delle istituzioni, delle persone e delle risorse diretto a garantire e a fornire l’assistenza sanitaria posta a tutela della salute della popolazione.

La “salute” è diritto fondamentale di ogni individuo?

Sì. La Costituzione italiana, all’articolo 32, dispone che la “salute” è diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività e sono garantite cure gratuite agli indigenti.

La “malasanità” è un errore medico?

Sì, la “malasanità” è un errore medico. Ad essere sotto accusa, nello specifico, non è solo la mancata organizzazione nelle strutture ospedaliere, ma anche la condotta (colposa) dei sanitari.

Cosa si intende per “condotta colposa”?

Per condotta colposa si intende quel comportamento connotato dalla negligenza, dalla imprudenza e dalla imperizia ovvero conseguente alla inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline ai sensi dell’articolo 43 del codice penale.

Quali sono, in particolare, i casi di malasanità?

In particolare, i casi di malasanità sono: intervento chirurgico non necessario, lesione agli organi interni, mancato riconoscimento di una frattura, diagnosi errata, mancata esecuzione degli esami necessari al fine di dare una diagnosi corretta, errore nell’uso dei farmaci, danni alla madre o al feto durante l’operazione del parto, sofferenze fetali per tardivo ricorso al parto cesareo, diagnosi ginecologiche errate con conseguenze per il feto.

Cosa si può fare se si è “vittima” della malasanità?

Nel momento in cui ci si rende conto di essere stato “vittima” della malasanità, innanzitutto, bisogna rivolgersi ad un avvocato.

Sono di complessa risoluzione le ipotesi di malasanità?

Sì, le ipotesi di malasanità non sono facilmente risolvibili perché molto spesso sono coinvolti più soggetti, non mancando i casi in cui l’ipotesi è originata dal mal funzionamento dei macchinari utilizzati dai sanitari. Sorgono così interazioni tra il personale medico, l’organizzazione e gli strumenti tecnici necessari.

L’errore medico è sempre conseguenza dell’inesperienza del sanitario?

No. L’errore medico e, quindi, la malasanità possono essere conseguenza di diversi fattori. Anche dello stato d’animo, al momento, del sanitario. Possono conseguire, inoltre, alla carenza del personale, a problemi di comunicazione, ecc. .

Ci sono altri diritti da tutelare, oltre al diritto alla salute?

Sì. Oltre al diritto alla salute, occorre tutelare anche il diritto alla dignità della persona, il diritto a continuare le cure necessarie, il diritto di informazione e il diritto alla qualità del servizio.

Cosa significa “diritto alla dignità della persona”?

Ogni persona ha il diritto di essere curato e assistito in strutture idonee e adeguate e a prescindere dalla gravità o meno del caso.

Su cosa un paziente deve essere informato?

Un paziente deve essere informato sempre sul tipo di trattamento per poter acconsentirvi. Nel c.d. consenso informato, infatti, devono essere indicati lo scopo dell’intervento, le conseguenze, le possibilità di riuscita e di insuccesso e le eventuali complicazioni.

E se al paziente non fosse fornito alcun consenso informato?

Se al paziente non fosse fornito alcun consenso informato, lo stesso avrebbe diritto al risarcimento del danno, anche nel caso in cui l’intervento fosse stato eseguito correttamente ma non fosse stato risolutivo.

Si può, dunque, essere risarciti per casi di malasanità?

Certo che sì.

Come si richiede il risarcimento dei danni per malasanità?

Per richiedere il risarcimento dei danni per malasanità, prima di poter instaurare un giudizio, è necessario chiedere una consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ai sensi dell’articolo 696 bis del codice di procedura civile oppure procedere mediante l’istituto della mediazione.

Cos’è una consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite?

Una consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ai sensi dell’articolo 696 bis del codice di procedura civile, è una procedura attraverso cui il Tribunale nomina un consulente tecnico di ufficio affinché accerti preliminarmente l’an e il quantum della responsabilità medica. E’ sulla base di tale perizia che si deciderà se intraprendere o meno il giudizio vero e proprio.

Nei confronti di chi può essere instaurato il giudizio per chiedere il risarcimento dei danni per malasanità?

Il giudizio per chiedere il risarcimento dei danni per malasanità può essere instaurato sia nei confronti del medico o della struttura sanitaria sia nei confronti della compagnia presso la quale l’uno o l’altra sono assicurati. Ciò è quanto emerge dalla Legge n° 24 del 2017, meglio nota come Legge Gelli-Bianco, in tema di responsabilità medica.

Cos’è la responsabilità medica?

La responsabilità medica è la responsabilità che sorge in capo al professionista che esercita un’attività sanitaria (c.d. responsabilità professionale) per danni causati al paziente per errore, omissione o violazione degli obblighi relativa all’attività svolta.

Quando sorge la responsabilità medica in capo al professionista che esercita un’attività sanitaria?

La responsabilità medica sorge in capo al professionista che esercita un’attività sanitaria quando vi è il c.d. rapporto causale tra la condotta posta in essere dallo stesso e la lesione alla salute psico-fisica del paziente, a prescindere dalle condizioni in cui versa la struttura sanitaria.

La responsabilità civile dei medici è contrattuale o extracontrattuale?

In seguito alla già citata Legge Gelli-Bianco, i medici rispondono a titolo di responsabilità extracontrattuale, ai sensi dell’articolo 2043 del codice civile, mentre rispondono a titolo di responsabilità contrattuale le strutture sanitarie.

L’assicurazione per la responsabilità medica è obbligatoria?

Sì. Con l’entrata in vigore della Legge Gelli-Bianco, è obbligatorio per i medici, che entrano in rapporto diretto con i pazienti, e per le strutture sanitarie pubbliche e private la stipula di una polizza assicurativa per coprire i rischi che conseguono all’esercizio dell’attività medica.

E se tale polizza mancasse come potrebbero tutelarsi i pazienti, vittime di malasanità?

Se dovesse mancare la polizza assicurativa, i pazienti vittime di malasanità possono rivolgersi Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria.

La responsabilità medica è anche penale?

Sì, ai sensi dell’articolo 596 sexies del codice penale, rubricato “Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario”.

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